L’evoluzione del mercato M&A per la transizione energetica

Negli ultimi anni, la transizione energetica è diventata un elemento centrale dell’economia globale, generando trasformazioni significative nei diversi settori industriali. Alcuni dati tratti dall’Energy Transition Outlook 2025 di DLA Piper ci aiuteranno a comprendere a fondo le profonde implicazioni di questo cambiamento e le dinamiche di evoluzione per il mercato M&A (fusioni e acquisizioni) legato alla transizione energetica.

Tra le operazioni M&A nell’ambito della transizione energetica citiamo le strategie di diversificazione dell’industria petrolifera e del gas, la conversione del settore energetico verso tecnologie di produzione rinnovabile e a basse emissioni di carbonio, l’estrazione e la lavorazione di minerali critici e gli investimenti nella mobilità sostenibile, comprese le infrastrutture per i veicoli elettrici (EV) e le stazioni di ricarica.

Panoramica sulle operazioni M&A nel 2024

Nel 2024, le operazioni di M&A legate alla transizione energetica hanno raggiunto un valore di 497 miliardi di dollari, pari al 13,4% delle attività globali di M&A (3,7 trilioni di dollari). I tagli ai tassi di interesse delle banche centrali, avviati alla fine del 2024, hanno favorito la crescita degli investimenti.

Tra il 2022 e il 2024, il valore delle operazioni nel settore della transizione energetica ha seguito un trend di crescita. Dopo un 2022 caratterizzato da un’attività più contenuta, influenzata dalle tensioni geopolitiche e dall’incertezza post-pandemica, il 2023 ha segnato un’inversione di tendenza grazie a una maggiore fiducia degli investitori. La vera svolta è arrivata nel 2024, con una riduzione dell’inflazione e un migliore accesso ai capitali, che hanno permesso operazioni di maggiore portata.

Fattori chiave che guidano il mercato M&A per la transizione energetica

L’analisi dei vari segmenti della transizione energetica evidenzia trend differenti legati alla maturità e all’andamento dei settori. Ad esempio, le operazioni nel settore della generazione di energia rinnovabile hanno registrato un aumento deciso in termini di valore complessivo da 136bn$ a 181bn$, suggerendo un mercato maturo ma ancora in fase di espansione. Per questo, le principali aziende si stanno orientando verso acquisizioni più mirate e di alto valore, riducendo l’interesse per asset già operativi e puntando invece su accordi di co-sviluppo, progetti in fase iniziale o portafogli aziendali di progetti.

Un altro elemento chiave è la crescente domanda di minerali critici, che sta influenzando il panorama M&A. Le aziende sono sempre più impegnate a garantire una fornitura stabile di queste risorse essenziali per la transizione energetica. Inoltre, l’intervento dei governi sta creando nuove dinamiche geopolitiche, contribuendo a ridisegnare i mercati – la recente tensione ucraina è solo l’ultima delle tensioni legate ai materiali rari.

In generale, la catena del valore legata alla transizione energetica ha registrato un aumento sia nel volume che nel valore delle operazioni, trainato da diversi fattori:

  • L’attenzione crescente all’efficienza energetica per ridurre i costi operativi e ottimizzare i consumi.
  • L’accelerazione dell’elettrificazione, che sta spingendo gli investimenti nelle infrastrutture correlate.
  • Le grandi opportunità di crescita nei settori a forte domanda, come i data center e i nuovi edifici commerciali, dove soluzioni energetiche efficienti sono fondamentali.

Strategie e motivazioni dietro le operazioni M&A

Sono diverse le motivazioni che spingono le aziende a investire in operazioni di M&A nel contesto della transizione energetica:

  • Ottimizzazione e diversificazione del portafoglio aziendale: molte aziende vendono asset non strategici per concentrarsi su investimenti più in linea con gli obiettivi della transizione energetica.
  • Espansione geografica e scalabilità operativa: le fusioni e acquisizioni rappresentano uno strumento per entrare in nuovi mercati o rafforzare la presenza in quelli già esistenti.
  • Pressioni normative e sociali: con obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni, molte aziende sono spinte a investire in fonti energetiche più pulite.

Un elemento cruciale che sta emergendo è la necessità di bilanciare le performance finanziarie e gli obiettivi di sostenibilità. Se da un lato i criteri finanziari restano essenziali nella valutazione delle operazioni, dall’altro l’integrazione dei principi ESG (ambientali, sociali e di governance) sta diventando sempre più rilevante. Le motivazioni dietro le operazioni di M&A nella transizione energetica sono principalmente di natura finanziaria, ma con una crescente consapevolezza del ruolo strategico dei fattori ESG per il successo a lungo termine.

Il panorama geografico delle operazioni M&A

Tra il 2022 e il 2024, l’Europa si è posizionata al secondo posto dopo US, con un contributo del 23% al valore globale delle operazioni (114 miliardi di dollari nel 2024). Sebbene il volume delle operazioni in Europa sia aumentato del 48%, la crescita moderata del valore+1%, da 112bn a 114bn – riflette un focus su progetti in fase iniziale e su partnership strategiche.

L’Italia ha svolto un ruolo fondamentale nel panorama europeo delle fusioni e acquisizioni nel settore delle energie rinnovabili nel 2024, con 37 operazioni per un valore totale di 5,6 miliardi di dollari. Il Paese si è classificato al terzo posto in Europa per valore delle operazioni, dopo Regno Unito e Germania, e al quarto posto per numero di operazioni, dopo Regno Unito, Germania e Spagna.
Fonte Dati: Enerdatics. Energy Transition M&A Database.

Anche CDI Global Italy è fortemente impegnata sul fronte delle rinnovabili sia per le operazioni di M&A che per quelle di Financial Advisory, con servizi rivolti ai proprietari sia di società operative che di progetti autorizzati e in fase di autorizzazione. A questo proposito, citiamo le operazioni chiuse ad oggi ossia la cessione del 100% di un impianto di biogas agricolo da riconvertire a biometano e di due autorizzazioni RTB da 500 sm3/ora per la realizzazione di due impianti di biometano da matrici agricole, siti in pianura Padana.

Michele Positano, il Partner CDI Global specializzato nel mercato M&A per la transizione energetica, commenta: “Queste operazioni vanno inserite nella recente strategia di sviluppo delle nostre attività di M&A nel settore delle Energie Rinnovabili; oggi vantiamo diverse operazioni chiuse e anche numerosi mandati di vendita in corso di esecuzione oltre che nel biometano anche nel fotovoltaico, nei BESS e nelle CER.”

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