Il mercato del private debt in Italia, gli strumenti a disposizione delle imprese e il ruolo dell’advisor finanziario
Per decenni, in Italia, “finanziare l’azienda” ha significato una cosa sola: andare in banca. Oggi (fortunatamente) non è più così. Il mercato della finanza alternativa — private debt, minibond, direct lending, acquisition financing — è diventato un canale strutturale e sempre più strategico per le imprese che vogliono crescere, integrarsi, acquisire concorrenti o realizzare operazioni straordinarie.
Un mercato che ha cambiato scala
Il dato più eloquente riguarda la crescita degli investimenti. Secondo i dati AIFI, elaborati in collaborazione con CDP, nel 2025 il mercato italiano del private debt ha registrato investimenti per 6,8 miliardi di euro, in crescita del 33% rispetto all’anno precedente — un record storico per il settore. Per dare la misura del fenomeno: si tratta di un valore che, nel corso dell’ultimo quinquennio, è quasi triplicato rispetto ai 2,3 miliardi del 2021.
Dietro questa espansione c’è un cambiamento strutturale nel modo in cui le imprese italiane si finanziano. Negli ultimi anni il numero di enti creditizi con cui le PMI possono interfacciarsi si è ridotto significativamente, e una regolamentazione bancaria più stringente ha limitato l’accesso al credito per le aziende con meno garanzie. Dal 2014 al 2024 lo stock di credito bancario alle imprese si è ridotto, e questo ha spinto un numero crescente di aziende a cercare canali di finanziamento complementari a quello bancario.
Il private debt risponde esattamente a questa esigenza. A differenza dei prestiti tradizionali, consente una maggiore personalizzazione dei contratti, tempi più rapidi e una struttura finanziaria costruita sulle specifiche esigenze dell’azienda. Affianca la banca, creando un ecosistema integrato in cui spesso le stesse banche partecipano come sottoscrittori degli strumenti emessi.
Investimenti record, raccolta in affanno
C’è un elemento di tensione che merita attenzione, perché definisce le opportunità e i limiti del mercato. A fronte di investimenti in forte crescita, la raccolta di nuovi capitali da parte dei fondi è in calo: nel 2025 si è attestata a circa 1 miliardo di euro, in flessione del 26% rispetto all’anno precedente.
Come ha sintetizzato Innocenzo Cipolletta, presidente di AIFI, la crescita degli investimenti conferma che questo strumento è sempre più strategico per la crescita delle imprese, ma sul fronte della raccolta i valori rimangono bassi e serve un’azione di sistema per aumentare la dimensione degli operatori italiani.
Per le imprese questo significa che, da un lato, c’è capitale disponibile e una domanda di impieghi vivace — gli operatori cercano attivamente aziende solide da finanziare. Dall’altro, in un mercato dove gli operatori italiani restano sottodimensionati e dove una quota crescente delle risorse arriva da capitali esteri (che nel 2025 hanno garantito l’86% delle risorse investite), la capacità di presentarsi correttamente e di strutturare l’operazione con competenza diventa il fattore che permette di ottenere il finanziamento alle condizioni e nei tempi giusti.
Gli strumenti della finanza alternativa
Il mondo del debt advisory comprende un’ampia gamma di strumenti, ciascuno adatto a esigenze diverse.
I minibond sono prestiti obbligazionari a medio-lungo termine, generalmente di importo inferiore ai 50 milioni di euro, emessi direttamente dalle imprese per finanziare la crescita interna ed esterna. Oltre a rappresentare un efficace strumento di- raccolta di capitali, offrono un effetto di “legittimazione” sul mercato e permettono all’azienda di acquisire competenze nel rapporto con gli investitori istituzionali.
L’acquisition e leveraged financing è lo strumento chiave delle operazioni di M&A: struttura il debito necessario a finanziare un’acquisizione, spesso attraverso una NewCo che acquisisce il target finanziando parte del prezzo con debito garantito dai flussi di cassa della società acquisita. È la struttura tipica delle operazioni di Leveraged Buyout (LBO) e dei Management e Workers Buyout, in cui il management o i dipendenti rilevano l’azienda.
Il direct lending consiste in finanziamenti a medio-lungo termine erogati da soggetti istituzionali non bancari, con maggiore flessibilità su scadenze e covenant rispetto al canale tradizionale.
A questi si aggiungono strumenti più specialistici: il project finance per i grandi progetti infrastrutturali, il debito distressed per le situazioni di ristrutturazione, e soluzioni come la Non-recourse Stock Loan Facility per esigenze finanziarie particolari.
Il ruolo fondamentale dell’advisor
Le operazioni di finanza alternativa richiedono competenze tecniche specialistiche che la maggior parte delle PMI non ha all’interno della propria organizzazione. Strutturare correttamente un’emissione, definire i covenant e i piani di rimborso, individuare gli investitori più in linea con le necessità finanziarie, negoziare le condizioni e monitorare la performance post-finanziamento sono attività che determinano il successo dell’operazione.
È qui che entra in gioco l’advisor finanziario. In qualità di Advisor e/o Arranger, CDI Global Italy affianca le imprese nella gestione del fabbisogno finanziario legato al piano degli investimenti e alla gestione del capitale circolante in ottica di medio e lungo periodo. L’attività copre l’intera gamma degli strumenti: Leveraged & Acquisition Financing, Private Debt, emissione di Minibond, Debito Distressed, Project Finance e Non-recourse Stock Loan Facility. I Partner di CDI Global vantano un’ampia esperienza in operazioni di Management and Workers Buyout e di Leveraged Buyout.
Il valore di un advisor qualificato non è solo tecnico. In un mercato in cui la struttura finanziaria ottimale può: massimizzare il ritorno per l’azionista, ridurre il costo del capitale, sostenere piani di sviluppo ambiziosi senza diluire la proprietà, la capacità di costruire un’operazione su misura — coerente con la generazione di cassa attesa, con margini di manovra per investimenti futuri e con una diversificazione delle fonti — può trasformare il debito in un’efficace leva di crescita e sviluppo.
Le prospettive
Il mercato del private debt italiano è giovane ma in rapida maturazione, con un potenziale ancora largamente inespresso: secondo le stime di settore, sono oltre mille le imprese italiane che potrebbero accedere a questi strumenti senza averlo ancora fatto. La diffusione della cultura della finanza alternativa, il sostegno di operatori istituzionali come CDP e la crescente presenza di capitali internazionali disegnano un contesto favorevole per le imprese che sappiano cogliere le opportunità.
In uno scenario in cui il credito bancario tradizionale si è fatto più selettivo e le imprese hanno bisogno di risorse per crescere, consolidarsi e competere a livello internazionale, il debt advisory diventa uno strumento centrale per l’imprenditore che voglia finanziare il futuro della propria azienda nel modo più efficiente e meno diluitivo possibile.
Molte PMI non considerano queste opportunità semplicemente perché non conoscono bene gli strumenti di debito.
Abbiamo raccolto i passaggi essenziali nella nostra Guida al Debt Advisory per le PMI — la trovi qui:
CDI Global Italy è un advisor specializzato in operazioni di finanza straordinaria, M&A, fusioni e acquisizioni, cessioni, finanziamenti e quotazioni in borsa. Con oltre 100 operazioni concluse in Italia e 3.000+ nel mondo, attraverso 45 uffici in più di 30 paesi, affianchiamo imprenditori e investitori in ogni fase del processo.
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