Crescita e innovazione: le mosse chiave per l’M&A nel settore health

Il settore health si trova in un momento di trasformazione profonda: le spinte regolatorie, le pressioni sui prezzi, le catene globali del valore e l’emergere di tecnologie digitali stanno ridefinendo le coordinate competitive. In questo contesto turbolento, le aziende che sapranno agire con visione e agilità potranno emergere come leader nel nuovo ecosistema della salute.

Il panorama dell’M&A nel 2025: sfide e segnali

Durante la prima metà del 2025, l’attività di fusioni e acquisizioni nel settore health ha mostrato un rallentamento in termini di volumi e valore. Questo trend riflette una maggiore cautela da parte degli investitori, dovuta a diversi fattori convergenti: la minaccia di nuove tariffe sui prodotti farmaceutici, riforme sui prezzi dei farmaci negli Stati Uniti, tempi regolatori più dilatati presso le autorità come la FDA, e incertezza sui modelli di rimborso. 

Nonostante queste difficoltà, le aziende del settore non si limitano ad attendere. Al contrario, stanno esplorando strategie più sofisticate e strutturate per innovare e crescere, spesso adottando modelli ibridi di collaborazione, acquisizione e sviluppo interno.

Strategie emergenti: come muoversi nella nuova fase

Una delle tattiche più rilevanti è il cosiddetto approccio “string of pearls”, dove grandi player del biopharma acquisiscono in sequenza aziende di innovazione (early- o mid-stage) con tecnologie promettenti, al fine di colmare il rischio derivante da scadenze brevettuali o da gap nei portafogli prodotti. In questo modo, le società combinano il controllo diretto con diversificazione e flessibilità.

Un’altra leva consiste nell’adozione di strutture contrattuali alternative: accordi basati su milestone, royalty, licenze esclusive o joint venture. Queste modalità permettono di condividere il rischio tra acquirente e venditore, riducendo l’esposizione di chi entra in un progetto innovativo. 

Nel segmento del digital health, l’attrattiva è elevata. Aziende che propongono piattaforme interoperabili, soluzioni per la cura a distanza, strumenti di analytics e intelligenza artificiale diventano target privilegiati, perché richiedono capitali relativamente meno importanti rispetto allo sviluppo di nuovi farmaci. Le convergenze tra tecnologie sanitarie tradizionali e soluzioni digitali stanno infatti ridefinendo il confine tra “chi cura” e “come si cura”.

I rischi da valutare e le variabili critiche

Chi opera in questo contesto deve essere pronto ad affrontare alcuni rischi. Le tensioni commerciali e le nuove tariffe su importazioni farmaceutiche possono alterare i costi di produzione e la competitività internazionale. Le autorità regolatorie, in particolare negli Stati Uniti, stanno rivedendo i meccanismi di prezzo e pagamento per i farmaci, introducendo modalità più stringenti che possono comprimere i margini. Inoltre, cambiamenti nei tempi di approvazione regolatoria possono generare ritardi imprevedibili sui ritorni attesi dagli investimenti in R&D. 

Allo stesso tempo, la valutazione degli asset diventa più complessa: emergono grandi differenze tra le aziende con portfolio protetti da proprietà intellettuale (IP forte) e quelle più esposte alle oscillazioni di prezzo o ai cambiamenti regolatori. Le aziende che hanno capacità di modellare scenari alternativi, condurre due diligence approfondite e costruire piani alternativi di contingenza saranno avvantaggiate.

Innovazione, sostenibilità e valore integrato

In un settore dove la salute delle persone è al centro, l’innovazione non può prescindere dalla sostenibilità. Le imprese che integrano pratiche ESG, che considerano l’impatto ambientale delle catene di produzione farmaceutica, la sicurezza dei dati sanitari e l’accessibilità delle cure, guadagnano credibilità presso investitori istituzionali e stakeholder.

Inoltre, la capacità di costruire ecosistemi digitali — piattaforme che collegano servizi medici, pazienti e dati — rappresenta una delle mosse chiave per differenziarsi. L’efficienza operativa e la personalizzazione delle cure tramite analytics e AI possono generare vantaggi competitivi sostenibili.

Cosa devono fare le imprese per posizionarsi nel 2025

Le aziende nel settore health che vogliono trasformare crescita e innovazione in risultati concreti devono focalizzarsi su vari fronti. Occorre rafforzare il posizionamento strategico, adottando una chiara visione strategica di medio-lungo periodo e, allo stesso tempo, assicurarsi che l’organizzazione e i processi siano pronti a supportare operazioni complesse.

È importante saper sviluppare la capacità di valutare opportunità di M&A in un contesto a elevata incertezza: significa saper costruire modelli finanziari robusti, prevedere scenari regolatori, valutare partenariati tecnologici e strutturare deal flessibili. Le alleanze strategiche con player tecnologici esterni al settore dell’health possono aprire nuove porte, favorendo l’ibridazione tra tech e life sciences.

Inoltre, le aziende devono saper comunicare il proprio posizionamento con trasparenza, mettendo in evidenza le iniziative di sostenibilità, la qualità della proprietà intellettuale e la resilienza alle variazioni normative.

Il contributo di CDI Global Italy nel settore health

In questo panorama in evoluzione, CDI Global Italy può giocare un ruolo cruciale come alleato strategico per le imprese attive nel settore health. Grazie all’esperienza nelle operazioni di M&A e al network internazionale di investitori e partner tecnologici, possiamo supportare le aziende italiane nella definizione della strategia di crescita più efficace, nella selezione delle controparti più adatte, nell’analisi dei rischi regolatori e tecnologici e nella strutturazione di deal che bilanciano innovazione e sostenibilità.

Fonte: PwC, “Global M&A trends in health industries: 2025 mid-year outlook”

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